
QR Code in Store: Geniali o Inutili?
Ecco perché li odiamo e come potrebbero (finalmente) funzionare
Scritto da Matteo Parisi
Come facciamo a dare valore reale ai consumatori attraverso l’utilizzo di QR code in store nella GDO?
Durante il Festival di Sanremo, nella folle corsa di Conti contro l'inesorabile scorrere del tempo, tra un veloce duetto sulla libertà e un lungo monologo sull'impegno, ho notato una cosa: Costa Crociere ha trovato un modo brillante per farci interagire con un QR code. Ogni sera, durante i break pubblicitari, gli spettatori potevano inquadrarlo e provare a vincere una crociera. Un’operazione di engagement su larga scala che ha ottenuto oltre 500.000 scansioni in una settimana (Costa Crociere, 2024).
E mentre molti sognavano di sorseggiare un cocktail a bordo piscina, io pensavo: "Perché nella GDO non riusciamo a replicare questo livello di coinvolgimento?" Dal 2018 mi rompo la testa per far utilizzare i QR code in store, passando da momenti di esaltazione a quelli in cui mi sento Don Chisciotte. Volevo condividere qualche riflessione con voi.
Situazione attuale: pro e contro dei QR code nella GDO
L’utilizzo dei codici QR nella Grande Distribuzione Organizzata (GDO) è in crescita, ma in Italia la loro adozione da parte dei consumatori è ancora limitata. Secondo un report del 2024, solo il 17,8% degli utenti mobili italiani ha scansionato un codice QR all’interno di un negozio (qrcode-tiger.com, 2024).
Il problema? Troppo spesso i QR code si rivelano inutili. Sono come quei manuali di montaggio di mobili che invece di istruzioni contengono solo pubblicità di altri prodotti. Il consumatore li inquadra e si trova davanti a una pagina generica, senza un reale valore aggiunto. Il risultato? Si disabitua a usarli e li considera solo una porta inutile.
Eppure, il potenziale c’è. Ma per sfruttarlo, bisogna ripensare il modo in cui i QR code vengono usati nei punti vendita. Se un QR code può far sognare una crociera, perché non può rendere l’esperienza d’acquisto più interessante?
Il potenziale dei QR code per ingaggio, informazione e conoscenza del consumatore
L’adozione efficace dei QR code può rivoluzionare l’esperienza in-store, creando un ponte tra il mondo fisico e digitale. Secondo GS1 Italy, il 60% dei consumatori italiani vorrebbe più informazioni sui prodotti prima di acquistarli, ma solo il 25% ritiene che le attuali etichette e cartellonistica forniscano risposte adeguate (GS1 Italy, 2024).

QR di Vinhood su un punto vendita di vino
I QR code possono essere la soluzione, a patto che offrano:
- Informazioni dettagliate sui prodotti, come provenienza, valori nutrizionali, certificazioni e modalità di riciclo.
- Esperienze interattive e personalizzate, con suggerimenti basati sulle preferenze dell’utente e abbinamenti intelligenti.
- Un valore tangibile, come promozioni mirate, ricette con ingredienti presenti nel carrello o consigli di abbinamento.
Attualmente, però, meno del 20% dei retailer italiani sfrutta i QR code per fornire contenuti di reale utilità (NielsenIQ, 2023).
Casi disruptive: esempi di successo a livello nazionale e internazionale
Non mancano però esempi virtuosi di chi ha capito come trasformare i QR code in un vero strumento di valore per il consumatore.
- Italia – Opera La Pera: il consorzio ha lanciato un concorso interattivo che, attraverso la scansione di QR code sulle confezioni, permetteva ai clienti di vincere premi high-tech. Risultato? +35% di interazioni rispetto alle campagne tradizionali e +12% di vendite durante il periodo promozionale (Distribuzione Moderna, 2025).
- Internazionale – Tesco (Corea del Sud): la famosa catena di supermercati ha implementato scaffali virtuali nelle stazioni della metropolitana, permettendo ai pendolari di acquistare prodotti tramite QR code, con consegna diretta a casa. Un’operazione che ha aumentato le vendite del 130% in pochi mesi (Harvard Business Review, 2024).
QR code e il potenziale non ancora sfruttato
Alcune insegne stanno iniziando a sperimentare strategie più mirate, cercando di creare esperienze che abbiano un impatto reale. Un esempio è l’approccio adottato con VINHOOD, che sta progressivamente ampliando l’uso dei QR code in store per creare percorsi educativi e personalizzare l’esperienza d’acquisto. Dopo i primi test in singoli punti vendita, in questi primi mesi del 2025 il modello si sta espandendo su larga scala in decine di supermercati e ipermercati.
Quindi posso confermare che il potenziale di questa tecnologia si può esprimere ed aiutare ad ingaggiare il consumatore. Come ci si riesce? Bhe dipende tantissimo dal contesto e gli obiettivi dell'utilizzo di questa tecnologia.
E poi lasciami creare un po' di suspance, scrivimi in privato su Linkedin e raccontami contesto e obiettivo!

Educare il consumatore: la chiave per il successo
Ma c’è un ostacolo fondamentale: la tecnologia da sola non basta. Se il consumatore non è incentivato a utilizzarla, il QR code resta una funzione dormiente.
Strategie efficaci per stimolare l’adozione includono:
- Cartellonistica chiara ed esplicativa nei punti vendita, che spieghi in modo semplice e immediato i benefici dell’utilizzo del QR code.
- Personale formato in grado di guidare il consumatore all’uso della tecnologia.
- Incentivi iniziali, come piccoli sconti o vantaggi esclusivi per chi interagisce con i QR code.
Conclusione:
Il valore dei QR code in store non è nella tecnologia in sé, ma in come viene utilizzata. Se ben implementati, possono diventare un potente strumento di engagement e informazione per il consumatore, portando benefici concreti sia agli utenti che ai retailer. Tuttavia, per trasformarli in un’abitudine consolidata, serve un impegno attivo delle insegne, capace di rendere chiari e immediatamente percepibili i vantaggi di questa innovazione.